Microespressioni: la mappa delle emozioni reali
Introduzione
Il volto è la regione principale per attirare l’attenzione e l’interesse degli interlocutori ed è il sistema privilegiato di comunicazione e di trasmissione dei significati. Quando si tratta di emozioni, tra le varie modalità di comunicazione non verbale (come il sistema vocale, i gesti, la postura, la prossemica), non si può non tenere in considerazione quello che fin dalle origini dello studio dell’uomo è stato considerato lo specchio dell’anima: lo sguardo ed il volto.
Cosa sono le microespressioni
La mimica del viso segnala sfumature e sottigliezze che il linguaggio non riesce a fissare in vocaboli. Le microespressioni sono la più irrefrenabile tra le fonti che possono far trasparire emozioni nascoste. Si tratta di espressioni che forniscono il quadro completo del sentimento che l’individuo cerca di dissimulare, ma sono così rapide che di solito passano inosservate: una microespressione attraversa il viso in meno di un quarto di secondo.
Il tentativo di nascondere l’emozione
Le microespressioni rivelatrici non capitano di frequente. Molto più comuni sono le espressioni "soffocate": non appena un’espressione emerge, il soggetto sembra accorgersi del rischio e la interrompe bruscamente, talvolta coprendola con un’altra espressione (maschera). Tuttavia, non tutti i muscoli facciali sono facili da controllare volontariamente. Alcuni movimenti sono impossibili da falsificare per la maggior parte delle persone (es. nell’esperimento di Ekman, solo il 10% riusciva ad abbassare gli angoli delle labbra senza muovere il mento).
Lo studio moderno, iniziato da Haggard e Isaacs e approfondito dal Dr. Paul Ekman, ha proposto 7 emozioni di base considerate universali, riconoscibili a prescindere da etnia e cultura: un’ipotesi molto influente, ancora discussa nella ricerca.
Le 7 Emozioni Base
1. Rabbia
Molte sono le cause che possono scatenare la rabbia: un danno improvviso, un senso di ingiustizia, o una reazione a un’aggressione fisica o verbale. Differentemente da altre emozioni, la rabbia non si manifesta immediatamente nella sua interezza, ma tende a raggiungere il suo apice per gradi. Può iniziare come fastidio e, se non interrotta, autoalimentarsi.
Come si presenta: Compare su tutte e tre le parti del viso: Fronte, Occhi, Bocca.
2. Disprezzo
Il disprezzo è un’emozione rivolta esclusivamente verso le persone (o le loro azioni), mai verso oggetti o odori. Si prova disprezzo quando ci si sente superiori rispetto a chi ha compiuto un’azione ritenuta immorale o stupida.
Come si presenta: È spesso caratterizzata da un’asimmetria del volto (es. un angolo della bocca sollevato).
3. Disgusto
Si prova disgusto quando si avverte una forte repulsione per qualcosa: un oggetto, un odore, un sapore o anche un pensiero/ricordo. La reazione istintiva è quella di allontanarsi o liberarsi della fonte del disgusto.
Come si presenta: Naso arricciato e labbro superiore sollevato sono segnali tipici.
4. Tristezza
La tristezza emerge quando si subisce una perdita (di una persona cara, di un oggetto, di un lavoro o della salute). È un’emozione fondamentale perché ci permette di elaborare la perdita e comunica agli altri il nostro bisogno di conforto e aiuto.
5. Paura
La paura è un meccanismo di sopravvivenza. Il cervello attiva questa emozione per allontanarci immediatamente da situazioni di pericolo fisico o psicologico. Provoca una reazione fisica immediata di fuga o congelamento.
Come si presenta: Coinvolge tutto il viso: Fronte, Occhi (spalancati) e Bocca.
6. Felicità
È l’emozione che tutti cercano. A differenza della paura (che insegna a evitare), la felicità insegna al cervello a memorizzare le situazioni positive per ripeterle. È un potente magnete sociale: preferiamo frequentare persone felici.
7. Sorpresa
È l’emozione più breve in assoluto. Scatta di fronte a un fatto inaspettato e dura solo il tempo necessario al cervello per elaborare la nuova informazione (una frazione di secondo).
Particolarità: La sorpresa è neutra. Non è né positiva né negativa. Una volta capito cosa sta succedendo, la sorpresa si trasforma nell’emozione successiva (es. Gioia se è una bella notizia, Paura se è un pericolo).
