L'Italia che non c'è più... - FD Mental Coaching - Mental coaching in sport, business and health care

Fausto Donadelli

mental coaching in sport, business and health care

Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental coaching Lugano
Vai ai contenuti
Mental Coach
Mental Coaching Lugano

L'Italia che non c'è più...

Mental coaching in sport, business and health care
Pubblicato da in Mental Coaching per lo sport ·
Tags: ItaliaMondialiCalcioCoachingBuffon


Sarebbe troppo facile per me parlare di mancanza di forza mentale, attitudine, credo...

Quello lo ha già fatto il capitano dopo l’eliminazione, quando le lacrime scorrevano a fiumi...

Zenga ha passato tutta la partita a lamentarsi del catenaccio della Svezia ma, siamo sinceri, cosa altro potevano fare dato che sapevano benissimo di avere un gioco nettamente inferiore a “noi” e per di più “facilitati” dal fatto che sarebbe bastato un pareggio?

Hanno svolto al meglio il loro compito, reggiungendo l’obiettivo prefissato.

Il “nostro” compito era semplicemente quello di segnare...

E invece? cosa è successo?

Si chiama “ansia da prestazione”, si è scesi in campo con la certezza che il primo goal sarebbe arrivato nei primi minuti della partita e così, ad ogni episodio “negativo”, ha cominciato a crescere dentro la maggior parte dei giocatori il dubbio della sconfitta, perchè “quella maledetta palla sembra proprio non volerne sapere di voler entrare”...

E così lo stress positivo si è trasformato in negativo, il gioco è diventato sempre più ripetitivo, proponendo più volte lo stesso schema, le stesse azioni ma...

A fare sempre le stesse cose si ottiene sempre lo stesso risultato, amenochè si punti sulla speranza che il proprio avversario commetta qualche errore difensivo...

E allora ecco che il dubbio si trasforma in “paura”, “non possiamo perdere tempo”, “non possiamo pareggiare”, “non possiamo continuare a giocare così”, “non possiamo più sbagliare”...

De Rossi viene chiamato ad entrare ma: “Porca M.....Cosa entro a fare? Metti un attaccante!”

E allora cambio di scelta, dentro  Belotti ed El Shaarawy ma ormai siamo allo sbando...

Perchè stiamo affidando un’intero gruppo “perso mentalmente” al giocata di un sigolo...

E adesso?

E adesso ci sarà sicuramente qualcuno che recriminerà per l’arbitraggio, per la scelta tecnica, per la mancanza di interesse per la Nazionale da parte dei giocatori, per il fatto che guadagnano troppo ecc...
Le cose comunque non cambiano, dopo 60 anni la Nazionale Italiana non parteciperà ai campionati del mondo...

Forse sarebbe meglio concentrarci sul futuro, prendendo spunto dalle parole di Buffon quando dice che “siamo abituati a cadere ma siamo anche molto brevi a rialzarci”...

Forse sarebbe meglio tornare a credere ai nostri giovani al posto che pensare unicamente al business dei “nomi blasonati”, perchè di talento in Italia ne abbiamo da vendere...

Forse sarebbe ora che si cominciasse non solo ad avere coscienza che anche la mente va allenata ma se si lasciasse questo compito a professionisti al posto che ad “improvvisati” non sarebbe male (scusate ma so benissimo quanti dei giocatori in campo ieri sono seguiti e da chi e...fossi in loro farei qualche considerazione)

Detto questo io sono sicuro, proprio come Gigi, che tornerò a sognare vedendo l’Italia alzare nuovamente la coppa...


Mental coaching in sport, business and health care | Lugano | Canton Ticino | Swiss

Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coaching Lugano
Mental Coach Lugano
Torna ai contenuti